Perché la prevenzione ginecologica non è più “optional”
A livello mondiale il tumore del collo dell’utero è il quarto tumore più frequente tra le donne: nel 2022 si stimano circa 660.000 nuovi casi e 350.000 decessi.
Quasi tutti i casi (circa il 95–99%) sono legati a un’infezione persistente da papillomavirus umano (HPV) ad alto rischio.
La buona notizia: secondo l’OMS, combinare vaccinazione anti-HPV e screening regolare (Pap test o HPV test) permette di prevenire la maggior parte dei tumori della cervice
Pap test e HPV test: il cuore dello screening del collo dell’utero
Il Pap test analizza al microscopio le cellule del collo dell’utero; l’HPV test cerca direttamente il DNA dei tipi di HPV ad alto rischio. Studi e linee guida internazionali mostrano che:
Il test HPV è più sensibile del Pap test nel riconoscere le lesioni precancerose.
Per le donne con HPV test negativo, un intervallo di 5–10 anni tra uno screening e l’altro mantiene un buon equilibrio tra benefici e rischi/ansia da controlli troppo frequenti.
Nei programmi di screening organizzati in Italia, molte Regioni (es. Veneto) prevedono:
25–29 anni: Pap test ogni 3 anni
30–64 anni: test HPV-DNA ogni 5 anni come esame di primo livello.
Questi schemi sono coerenti con le raccomandazioni europee e con le strategie OMS, che suggeriscono HPV test come metodo preferenziale a partire dai 30 anni,
In parallelo, in alcuni Paesi si stanno introducendo test HPV con auto-prelievo vaginale (self-sampling) per aumentare l’adesione allo screening: i dati disponibili indicano una sensibilità comparabile al campione raccolto dal medico, e le principali agenzie (es. U.S. Preventive Services Task Force) stanno integrando questa opzione nelle linee guida.
In Italia, però, per ora la strada standard resta quella dei programmi di screening regionali.
Quando serve la colposcopia
La colposcopia non è un esame di routine, ma il passo successivo in caso di Pap test o HPV test alterato.
Le linee guida internazionali (ASCCP/ACOG) descrivono la colposcopia come un esame in cui il ginecologo osserva cervice e vagina con un sistema di ingrandimento e, se necessario, esegue biopsie mirate per capire se sono presenti lesioni precancerose o un tumore in fase iniziale.
In pratica:
Non sostituisce Pap test e HPV test,
ma è fondamentale per confermare la diagnosi e decidere se basta il monitoraggio o se è necessario un trattamento (ad esempio per lesioni cervicali di grado elevato).
Ecografia ginecologica transvaginale: non solo “controllo di routine”
L’ecografia ginecologica transvaginale è uno strumento chiave per valutare utero, endometrio, ovaie e tube. Nella valutazione del sanguinamento uterino anomalo è considerata uno degli esami di prima scelta: consente di identificare ispessimenti dell’endometrio, polipi, fibromi, adenomiomi e masse ovariche.
Le linee guida (es. MSD Manual e ACOG) indicano l’ecografia transvaginale in presenza di:
sospetto di lesioni strutturali (polipi, fibromi, adenomiomi),
sanguinamento anomalo soprattutto dopo i 45 anni,
sanguinamento post-menopausa,
fattori di rischio per tumore dell’endometrio.
È un esame rapido, poco invasivo e spesso sufficiente per escludere problemi significativi o decidere se servono indagini successive.
Sonoisterografia: un’ecografia “potenziata” per vedere dentro la cavità uterina
La sonoisterografia (o sonohysterography) è una ecografia transvaginale eseguita mentre un sottile catetere introduce soluzione fisiologica sterile nella cavità uterina.
Secondo un documento di valutazione tecnologica dell’ACOG, il suo obiettivo principale è visualizzare l’endometrio in modo più dettagliato rispetto alla sola ecografia transvaginale.
Le indicazioni includono:
sanguinamento uterino anomalo,
sospetto di polipi endometriali o fibromi sottomucosi,
valutazione di malformazioni uterine,
alcuni casi di infertilità o aborti ripetuti.
Una meta-analisi su donne con sanguinamento anomalo ha mostrato per la sonoisterografia una sensibilità intorno al 93–94% e una specificità intorno all’81% nel rilevare polipi endometriali e fibromi sottomucosi, rendendola un esame molto accurato per le lesioni intracavitarie rispetto all’isteroscopia, considerata il “gold standard”.
Integrare questi esami nel proprio percorso di cura
Le raccomandazioni di screening sono elaborate su grandi numeri, ma la scelta di quale esame fare, quando e con che frequenza va sempre personalizzata:
età e storia ginecologica,
esito degli screening precedenti,
sintomi (dolore pelvico, sanguinamenti anomali, perdite irregolari),
eventuali fattori di rischio (fumo, immunodepressione, familiarità, assenza di vaccinazione HPV, ecc.).
[Non verificato] Presso il Centro Sanitario San Giovanni di Brescia è possibile programmare un percorso di prevenzione ginecologica che integra visita specialistica, Pap test, HPV test, ecografia ginecologica, colposcopia e sonoisterografia quando indicato, in collaborazione con ginecologi esperti.
Al Centro Sanitario San Giovanni puoi:
prenotare una visita ginecologica con gli esami più adatti al tuo caso
avere un inquadramento completo di prevenzione
programmare controlli periodici in linea con le linee guida internazionali e con i programmi di screening attivi in Lombardia.
Per informazioni e prenotazioni
puoi contattare il Centro Sanitario San Giovanni tramite il numero di telefono e per prenotare una visita vai alla pagina prenotazioni online.
Domande frequenti (FAQ)
In Italia lo screening del tumore del collo dell’utero è di solito offerto alle donne tra 25 e 64 anni, con Pap test nei primi anni e HPV test come esame principale dopo i 30. La cadenza esatta (3 o 5 anni) dipende dal tipo di test e dalle indicazioni del programma di screening della tua ASL. Per capire ogni quanto è opportuno ripetere Pap test o HPV test nel tuo caso specifico puoi confrontarti con il tuo ginecologo di fiducia e prenotare una visita di prevenzione presso il Centro Sanitario San Giovanni di Brescia.
Pap test e HPV test sono esami di screening del collo dell’utero: servono a individuare precocemente alterazioni delle cellule cervicali e, nel caso dell’HPV test, la presenza di papillomavirus ad alto rischio. L’ecografia ginecologica transvaginale è un esame di imaging che permette di visualizzare utero, ovaie ed endometrio e viene usata soprattutto quando ci sono sintomi o quando il ginecologo ritiene opportuno un controllo mirato. Non sostituisce Pap test e HPV test, ma li completa all’interno di un percorso di prevenzione ginecologica. Al Centro San Giovanni di Brescia il ginecologo può suggerire la combinazione di esami più adatta alla tua situazione.
Per prenotare una visita ginecologica, un’ecografia o un controllo di prevenzione (ad esempio in vista di colonscopia o di altri esami consigliati dal medico) puoi contattare direttamente il Centro Sanitario San Giovanni di Brescia tramite i recapiti indicati sul sito ufficiale: numero di telefono, e-mail e form di contatto online. Lo staff di segreteria ti aiuterà a scegliere lo specialista, fissare l’appuntamento e organizzare eventuali esami di approfondimento in base alle indicazioni del ginecologo o del medico curante.
Fonti:
World Health Organization (WHO). Cervical cancer – Fact sheet, 2024 – WHO. Guideline for screening and treatment of cervical pre-cancer lesions for cervical cancer prevention – Second edition, 2021. – Regione Veneto – Coordinamento Regionale Screening Oncologici – MSD Manual Professional Edition. Abnormal Uterine Bleeding – Diagnosis and Imaging (transvaginal ultrasound, sonohysterography). – ACOG Technology Assessment No. 8: Sonohysterography. Obstet Gynecol, 2012. – Bittencourt CA et al. Accuracy of saline contrast sonohysterography in detection of endometrial polyps and submucosal leiomyomas… Ultrasound Obstet Gynecol, 2017 (meta-analisi).