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Nei e sole: preparare la pelle all’estate parte dalla prevenzione

Nei e sole: preparare la pelle all’estate parte dalla prevenzione
Nei e sole: preparare la pelle all’estate parte dalla prevenzione

Nei e sole: preparare la pelle all’estate parte dalla prevenzione

Prevenzione dermatologica a Brescia: perché controllare i nei prima della stagione estiva è una buona abitudine

A metà maggio il sole torna a farsi sentire in modo più costante. Le giornate si allungano, si cammina di più, si pranza all’aperto, si riprendono sport, weekend fuori città, lavori in giardino, gite al lago e prime vacanze.

Spesso però l’esposizione al sole comincia prima dell’estate vera e propria, quasi senza accorgercene.
È proprio in questo periodo che torna utile parlare di protezione solare, macchie della pelle e controllo dei nei.

La prevenzione dermatologica non riguarda solo chi va al mare o chi cerca l’abbronzatura. Riguarda anche chi pensa di “prendere poco sole”, chi esce nelle ore centrali della giornata, chi lavora all’aperto, chi fa sport, chi ha molti nei o una pelle particolarmente sensibile.

Il punto è che i raggi ultravioletti non danno sempre un segnale immediato. Non si vedono, non si percepiscono come il caldo e non sempre provocano subito rossore o fastidio. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda che la radiazione ultravioletta non può essere vista né sentita, ma può provocare danni alla pelle, agli occhi e al sistema immunitario. Sempre secondo l’OMS, nel 2020 sono stati diagnosticati nel mondo oltre 1,5 milioni di tumori della pelle e sono stati registrati più di 120.000 decessi associati.

L’abbronzatura non è sempre un buon segno

Per molte persone l’abbronzatura resta sinonimo di salute, vacanza, energia. Dal punto di vista della pelle, però, il discorso è più delicato.

I CDC statunitensi spiegano che qualsiasi cambiamento del colore della pelle dopo l’esposizione ai raggi UV, abbronzatura compresa, è un segno di danno cutaneo e non di salute. Non solo la scottatura, quindi. Anche quel colorito che spesso consideriamo “sano” è una risposta della pelle all’esposizione ultravioletta.

Questo non significa vivere il sole con paura. Stare all’aperto, camminare e fare attività fisica sono abitudini preziose. Il tema è un altro: esporsi con più attenzione, soprattutto nei mesi in cui la luce aumenta e si tende a restare fuori più a lungo.

C’è poi un aspetto che spesso viene sottovalutato: la protezione non serve solo nelle giornate calde e senza nuvole. I raggi UV possono raggiungere la pelle anche quando il cielo è coperto o la temperatura è fresca. Possono inoltre riflettersi su superfici come acqua, sabbia, cemento e neve, aumentando l’esposizione senza che ce ne accorgiamo davvero.

Nei: non bisogna osservare solo quelli che conosciamo già

Quando si parla di controllo dei nei, viene spontaneo pensare ai nei già presenti: quello sulla schiena, quello sul braccio, quello che “c’è da sempre”. Ci si chiede se sia cresciuto, se abbia cambiato colore, se sia diventato più irregolare.

Sono domande giuste, ma non raccontano tutta la storia.

La Skin Cancer Foundation riporta un dato poco conosciuto: circa il 20-30% dei melanomi viene riscontrato in nei già esistenti, mentre il 70-80% compare su pelle apparentemente normale.

Questo dato è importante perché sposta l’attenzione: non basta controllare solo “il neo sospetto”. È utile osservare la pelle nel suo insieme. Una nuova macchia, una lesione che non guarisce, un segno diverso dagli altri o un cambiamento comparso nel tempo meritano attenzione.

Un riferimento semplice rimane la regola ABCDE, utile per orientarsi davanti a un neo o a una lesione pigmentata:

A come Asimmetria: una metà è diversa dall’altra.
B come Bordi: i margini sono irregolari, frastagliati o poco definiti.
C come Colore: il colore non è uniforme o presenta più tonalità.
D come Diametro: spesso superiore a 6 mm, anche se alcuni melanomi possono essere più piccoli.
E come Evoluzione: il segno cambia nel tempo per forma, colore, dimensione o sintomi.

L’American Academy of Dermatology indica questi elementi tra i segnali da non ignorare e consiglia una valutazione dermatologica quando una macchia o un neo presenta caratteristiche sospette, cambia, prude o sanguina.

La prevenzione non è solo crema solare

La crema solare è importante, ma da sola non basta a costruire una buona prevenzione. Proteggersi significa mettere insieme più gesti: cercare l’ombra nelle ore più intense, usare cappello e occhiali da sole, scegliere abiti adeguati quando si resta fuori a lungo, non aspettare la scottatura per coprirsi.

L’OMS raccomanda misure di protezione quando l’indice UV è pari o superiore a 3. I CDC indicano strategie semplici come restare all’ombra, indossare indumenti protettivi, cappello a tesa larga, occhiali da sole e utilizzare una protezione solare adeguata.

Anche la scelta del prodotto ha il suo peso. L’American Academy of Dermatology consiglia una protezione solare ad ampio spettro, quindi contro UVA e UVB, con SPF 30 o superiore e resistente all’acqua quando si suda o si entra in acqua. La crema andrebbe applicata prima di uscire: la pelle ha bisogno di circa 15 minuti per assorbirla correttamente.

Nella pratica quotidiana, spesso sono i dettagli a fare la differenza. Orecchie, collo, dorso dei piedi, labbra e mani vengono dimenticati facilmente. Eppure sono zone esposte, soprattutto nelle giornate in cui si sta all’aperto più del previsto.

Lampade e lettini: l’abbronzatura “controllata” non è senza rischio

Un altro falso mito riguarda l’abbronzatura artificiale. Per anni lampade e lettini sono stati percepiti da molte persone come un modo più controllato per abbronzarsi. Ma “controllato” non significa sicuro.

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, parte dell’OMS, ha classificato i dispositivi abbronzanti che emettono raggi UV come cancerogeni per l’uomo, Gruppo 1.

Anche i CDC raccomandano di evitare fonti artificiali di esposizione UV come lettini e lampade abbronzanti, perché i raggi UV possono danneggiare le cellule della pelle e aumentare il rischio di tumori cutanei.

È un’informazione utile perché l’abbronzatura artificiale viene ancora associata, da alcune persone, a un’esposizione più “gestibile”. In realtà la pelle riceve comunque radiazione ultravioletta.

Quando fare un controllo dermatologico

Un controllo dermatologico dei nei può essere utile quando si nota un cambiamento, compare una nuova lesione, un neo sembra diverso dagli altri o una macchia non guarisce. Può essere indicato anche per chi ha molti nei, pelle chiara, familiarità per melanoma, precedenti scottature importanti o frequente esposizione solare.

La prevenzione non deve creare ansia. Serve piuttosto a conoscere meglio la propria pelle e a non trascurare segnali che meritano attenzione. Guardarsi con regolarità può aiutare a notare cambiamenti; la visita specialistica permette invece una valutazione clinica più accurata, anche con strumenti dermatologici specifici.

Per chi vive a Brescia e desidera approfondire la salute della pelle, l’ambulatorio di Dermatologia del Centro San Giovanni offre visite dermatologiche e controllo dei nei.

Prima dell’estate, un gesto semplice di prevenzione

Il sole fa parte della nostra vita quotidiana, soprattutto nei mesi più luminosi dell’anno. Non si tratta di evitarlo, ma di viverlo con maggiore attenzione.

La prevenzione dei nei e la protezione solare non sono gesti “da vacanza”: sono abitudini semplici, concrete e utili da adottare già prima dell’estate, quando le esposizioni iniziano ad aumentare.

Per informazioni o per prenotare una visita dermatologica, è possibile consultare l’ambulatorio di Dermatologia del Centro San Giovanni di Brescia.

Domande frequenti su nei e sole

Un controllo dei nei può essere utile quando si nota un cambiamento di forma, colore o dimensione, oppure quando compare una nuova macchia sulla pelle. È consigliabile prestare attenzione anche ai nei che prudono, sanguinano, formano croste o sembrano diversi dagli altri. Prima dell’estate, una visita dermatologica può aiutare a osservare la pelle con maggiore consapevolezza.

Sì. La scottatura è un segnale evidente, ma non è l’unico modo in cui i raggi UV possono danneggiare la pelle. Anche l’abbronzatura è una risposta della pelle all’esposizione solare. Per questo è importante proteggersi anche quando non si avverte bruciore o quando il cielo è parzialmente nuvoloso.

No. Molte persone controllano soprattutto i nei già presenti, ma è utile osservare tutta la pelle. Anche una nuova macchia, una lesione che non guarisce o un segno comparso da poco possono meritare attenzione. Per questo il controllo dei nei non riguarda solo i nei “storici”, ma l’aspetto generale della pelle.

Prima dell’estate è utile iniziare con alcune abitudini semplici: usare una protezione solare adeguata, evitare le ore di esposizione più intensa, cercare l’ombra, indossare cappello e occhiali da sole e ricordarsi delle zone spesso dimenticate, come orecchie, collo, mani, labbra e dorso dei piedi. La protezione solare va applicata prima di uscire e rinnovata durante la giornata.