Reni e farmaci da banco: perché il fai-da-te non è sempre innocuo
Un mal di testa, un dolore muscolare, qualche linea di febbre. In molti casi il primo gesto è aprire l’armadietto dei medicinali e prendere qualcosa che abbiamo già utilizzato in passato.
È un’abitudine comune. Ma il fatto che un farmaco possa essere acquistato senza ricetta non significa che sia privo di effetti sull’organismo.
I reni, in particolare, partecipano all’eliminazione di molte sostanze e possono risentire dell’uso scorretto o troppo frequente di alcuni medicinali. Proprio per questo anche i farmaci da banco vanno utilizzati seguendo indicazioni, dosaggi e durata del trattamento. AIFA ricorda che nessun medicinale è completamente privo di rischi e che anche i prodotti acquistabili senza prescrizione richiedono un uso responsabile.
Antidolorifici e antinfiammatori: quando serve più attenzione
Tra i medicinali di uso comune ci sono i farmaci antinfiammatori non steroidei, i cosiddetti FANS, utilizzati per il trattamento di dolore, infiammazione e febbre.
Se utilizzati correttamente e per periodi limitati possono essere assunti in sicurezza da molte persone. L’attenzione deve però aumentare quando vengono utilizzati frequentemente, a dosaggi superiori a quelli indicati oppure in presenza di determinate condizioni di salute.
Farmaci di questa categoria possono infatti interferire con i meccanismi che mantengono un adeguato flusso sanguigno ai reni e, in alcune circostanze, contribuire allo sviluppo di un danno renale acuto. Il rischio è maggiore, per esempio, nelle persone con una malattia renale già presente, diabete, ipertensione o durante alcune terapie concomitanti.
Il punto non è quindi demonizzare un farmaco, ma evitare che un’assunzione occasionale diventi un gesto automatico e ripetuto senza valutare il proprio stato di salute.
Attenzione soprattutto quando si è disidratati
C’è una situazione molto comune che spesso viene sottovalutata: la disidratazione.
Febbre, vomito, diarrea, caldo intenso o una ridotta assunzione di liquidi possono diminuire il volume di sangue che raggiunge i reni. In queste condizioni l’utilizzo di alcuni antinfiammatori può rappresentare un ulteriore fattore di rischio per la funzione renale.
Particolare cautela è quindi opportuna nelle persone che presentano già problemi renali o patologie croniche e in chi assume contemporaneamente più farmaci.
In caso di dubbi, soprattutto durante una malattia acuta con perdita di liquidi, è preferibile chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di modificare autonomamente una terapia o aggiungere nuovi medicinali.
Anche integratori e prodotti “naturali” meritano attenzione
Quando si parla di prodotti assunti autonomamente, vale la pena considerare anche integratori, vitamine e preparati erboristici.
“Naturale” non significa automaticamente innocuo.
Alcuni prodotti possono interagire con farmaci già assunti, mentre determinate sostanze possono accumularsi o risultare poco indicate nelle persone con una funzione renale ridotta. Per questo è utile comunicare al medico non soltanto i medicinali prescritti, ma anche gli integratori e i prodotti erboristici utilizzati abitualmente.
Controllare il principio attivo
Un altro errore possibile riguarda l’assunzione contemporanea di prodotti differenti.
Medicinali venduti con nomi commerciali diversi possono contenere lo stesso principio attivo oppure sostanze appartenenti alla stessa categoria. Senza rendersene conto, si può quindi arrivare ad assumere dosi superiori a quelle previste o a sovrapporre farmaci con effetti simili.
Leggere sempre la composizione e il foglio illustrativo e, in caso di dubbio, rivolgersi al farmacista o al medico rappresenta una precauzione semplice ma importante.
Quando il fai-da-te merita un approfondimento
L’utilizzo occasionale di un farmaco da banco non deve diventare motivo di allarme.
È però opportuno chiedere consiglio quando la necessità di assumere antidolorifici o antinfiammatori diventa frequente, quando sono presenti patologie croniche oppure quando gli esami mostrano alterazioni della funzione renale.
In questi casi la domanda non dovrebbe essere soltanto “che cosa posso prendere?”, ma anche perché quel farmaco sia diventato necessario così spesso e se sia compatibile con il proprio quadro clinico.
La prevenzione passa anche da gesti apparentemente semplici: conoscere ciò che si assume, evitare sovrapposizioni e non modificare autonomamente le terapie prescritte.
Visita nefrologica ed ecografia: due valutazioni complementari
La valutazione della salute renale non passa da un unico esame.
La visita nefrologica, insieme agli esami del sangue e delle urine, permette di valutare la funzione dei reni e di approfondire eventuali alterazioni, soprattutto in presenza di valori anomali, ipertensione, diabete, patologie renali note o altri fattori di rischio. Anche il Centro San Giovanni descrive gli esami ematochimici e urinari come elementi fondamentali per riconoscere una disfunzione renale che, nelle prime fasi, può essere poco sintomatica.
In base al quadro clinico, alla valutazione specialistica può affiancarsi anche la diagnostica ecografica.
L’ecografia renale e delle vie urinarie consente di osservare la struttura e le dimensioni dei reni e può fornire informazioni sulla presenza di dilatazioni delle vie urinarie, calcoli, cisti o altre alterazioni strutturali. L’esame della vescica può inoltre contribuire a valutarne la morfologia e, in determinate situazioni, eventuali problemi di svuotamento.
Quando è necessario uno sguardo più ampio, l’ecografia dell’addome completo permette invece di esaminare, oltre ai reni, anche altri organi addominali, diventando uno strumento utile all’interno di un inquadramento clinico più generale.
Nefrologia e diagnostica ecografica al Centro San Giovanni
Presso il Centro San Giovanni è attivo l’Ambulatorio di Nefrologia, dedicato alla diagnosi e alla gestione delle principali patologie renali.
Il Centro mette inoltre a disposizione diverse prestazioni di diagnostica per immagini utili nell’inquadramento dell’apparato urinario, tra cui ecografia reno-vescicale, ecografia dell’apparato urinario completo ed ecografia dell’addome completo.
Visita specialistica, esami di laboratorio e diagnostica per immagini sono strumenti differenti e complementari: è il medico, sulla base della situazione individuale, a stabilire quali approfondimenti siano effettivamente indicati.
Visita l'ambulatorio di Nefrologia del Centro San Giovanni
AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco, campagna europea sull’uso responsabile dei farmaci da banco, 2025. AIFA – Uso responsabile dei farmaci da banco
NIDDK – National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases, Keeping Kidneys Safe: Smart Choices about Medicines e informazioni diagnostiche sulla malattia renale. NIDDK – Farmaci e salute renale NIDDK – Imaging delle vie urinarie
National Kidney Foundation, aggiornamenti 2025–2026 su farmaci, vitamine e integratori nella malattia renale. National Kidney Foundation – Medicines & Kidney Health
RadiologyInfo – American College of Radiology / RSNA, Renal Ultrasound e diagnostica di reni e vescica. RadiologyInfo – Renal Ultrasound
