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Osteoporosi e sarcopenia: perché ossa, forza ed equilibrio vanno valutati insieme

Osteoporosi e sarcopenia: perché ossa, forza ed equilibrio vanno valutati insieme
Osteoporosi e sarcopenia: perché ossa, forza ed equilibrio vanno valutati insieme

Osteoporosi e sarcopenia: perché ossa, forza ed equilibrio vanno valutati insieme

Una MOC può dirci molto sulla salute delle ossa. Non ci dice però quanto siamo forti, come camminiamo o quanto siamo stabili quando ci muoviamo.

Sono aspetti diversi, ma con il passare degli anni diventano sempre più collegati.

L’osteoporosi rende l’osso più fragile. La sarcopenia interessa invece il muscolo e può ridurre forza e capacità di movimento. Quando queste condizioni si presentano insieme, guardare soltanto la densità ossea rischia quindi di raccontare solo una parte della storia.

Per comprendere meglio la fragilità di una persona può essere utile considerare ossa, muscoli, equilibrio e rischio di caduta nel loro insieme.

Osteoporosi e sarcopenia non sono la stessa cosa

L’osteoporosi è una malattia caratterizzata da una riduzione della resistenza dell’osso, che diventa più vulnerabile alle fratture.

Le cosiddette fratture da fragilità possono verificarsi anche dopo traumi modesti, per esempio una caduta dalla propria altezza. Tra le sedi più frequenti ci sono vertebre, femore, polso e omero. L’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea inoltre che il rischio di frattura non dipende dalla sola densità minerale ossea, ma dall’insieme di diversi fattori clinici.

La sarcopenia riguarda invece il muscolo.

Un tempo l’attenzione era concentrata soprattutto sulla quantità di massa muscolare. Oggi sappiamo che la forza è altrettanto importante, e spesso ancora più significativa dal punto di vista funzionale.

Il consenso europeo sulla sarcopenia considera infatti la riduzione della forza muscolare uno dei primi segnali da valutare. La quantità e la qualità del muscolo e le capacità fisiche completano poi il quadro.

In termini molto semplici: non conta soltanto quanto muscolo abbiamo, ma quanto bene riusciamo a usarlo.

Quando i piccoli gesti iniziano a diventare più difficili

La perdita di forza non sempre viene percepita immediatamente.

Può comparire gradualmente: alzarsi da una sedia richiede più sforzo, le scale sembrano più impegnative, il passo diventa meno sicuro oppure ci si accorge di avere bisogno di un appoggio dove prima non serviva.

Non significa automaticamente avere una sarcopenia. Sono però cambiamenti che, soprattutto con l’avanzare dell’età o in presenza di altri fattori di rischio, possono meritare attenzione.

Ed è qui che il rapporto tra muscolo e osso diventa particolarmente importante.

Un osso fragile aumenta le conseguenze possibili di una caduta. Una riduzione della forza o dell’equilibrio può invece aumentare la probabilità stessa di cadere.

Prevenire una frattura significa anche cercare di evitare la caduta

Quando pensiamo all’osteoporosi, siamo portati a concentrarci sull’osso. Ma molte fratture da fragilità iniziano con una caduta.

Età, forza muscolare, equilibrio, capacità di camminare, condizioni di salute e alcuni farmaci possono influire sul rischio. L’OMS indica infatti le cadute tra i fattori modificabili associati alle fratture da fragilità e ricorda che le persone anziane sono particolarmente esposte alle conseguenze più serie di una caduta.

Per questo la prevenzione può richiedere uno sguardo più ampio: proteggere l’osso, ma anche preservare mobilità, forza e autonomia.

La MOC è importante, ma non racconta tutto da sola

La MOC DXA è uno degli esami principali utilizzati per valutare la densità minerale ossea, soprattutto a livello del rachide e del femore.

È un dato fondamentale nella valutazione dell’osteoporosi, ma viene interpretato insieme alla storia clinica e agli altri fattori che possono aumentare il rischio di frattura.

La tecnologia DXA può essere utilizzata anche per analizzare la composizione corporea e stimare la quantità di massa magra.

Nel caso della sarcopenia, però, conoscere la massa muscolare non è sufficiente: occorre considerare anche la forza e, quando necessario, le capacità fisiche della persona. Le raccomandazioni europee indicano proprio la DXA tra gli strumenti utilizzabili per valutare la quantità muscolare all’interno di una valutazione più completa.

E le vertebre? Alcune fratture possono passare inosservate

Non tutte le fratture vertebrali si manifestano con un episodio improvviso e facilmente riconoscibile.

Per questo, quando clinicamente indicato, la morfometria vertebrale può aiutare a individuare modificazioni della forma delle vertebre compatibili con fratture da fragilità.

È un tassello ulteriore che permette allo specialista di leggere la condizione dell’osso non soltanto attraverso la sua densità, ma anche attraverso ciò che può essere già accaduto nel tempo.

La forza può essere allenata anche con l’avanzare dell’età

Uno degli aspetti più interessanti della ricerca sulla sarcopenia riguarda l’esercizio fisico.

Le evidenze più recenti mostrano che l’allenamento contro resistenza, quando adeguato alle condizioni della persona, può migliorare la forza e diverse capacità fisiche negli anziani con sarcopenia. Una revisione del 2025 basata su 24 studi randomizzati ha rilevato miglioramenti nella forza della mano, nella velocità del cammino, nella forza degli arti inferiori e in diversi test funzionali.

Questo non significa che esista un programma valido per tutti.

Età, condizioni cliniche, eventuali fratture, equilibrio e livello di autonomia devono essere considerati prima di impostare un percorso. Ma significa una cosa importante: la perdita di forza non deve essere considerata automaticamente una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento sulla quale non si può intervenire.

Un approccio che guarda alla persona nel suo insieme

L’Ambulatorio di Osteoporosi e Sarcopenia del Centro San Giovanni di Brescia nasce proprio dall’esigenza di affiancare alla valutazione dell’osso quella funzionale e muscolare.

È possibile effettuare visite specialistiche e una visita specialistica multidisciplinare, durante la quale vengono valutati il quadro clinico e funzionale, il rischio di frattura e di caduta e gli aspetti nutrizionali, con eventuale definizione di un percorso terapeutico e riabilitativo.

Presso il Centro sono inoltre disponibili MOC DXA di rachide e femore, morfometria vertebrale e MOC DXA total body con valutazione della composizione corporea. L’offerta comprende anche terapia fisica e riabilitativa individuale, educazione terapeutica preventiva di gruppo e Attività Fisica Adattata (AFA).

L’obiettivo è andare oltre la semplice domanda “le mie ossa sono fragili?” e provare a rispondere a una domanda più completa:

quanto sono forti oggi il mio sistema muscolo-scheletrico e la mia capacità di muovermi in sicurezza?

Perché prendersi cura delle ossa significa anche cercare di conservare forza, equilibrio e autonomia nel tempo.

Scopri l’Ambulatorio di Osteoporosi e Sarcopenia del Centro San Giovanni →

DOmande frequenti

L’osteoporosi riguarda soprattutto la fragilità dell’osso e il conseguente aumento del rischio di frattura. La sarcopenia interessa invece il muscolo, con una progressiva riduzione soprattutto della forza e, in alcuni casi, della quantità e della qualità della massa muscolare. Le due condizioni sono diverse, ma possono essere presenti contemporaneamente.

Può essere opportuno parlarne con il medico o con lo specialista in presenza di fattori di rischio per osteoporosi, precedenti fratture da fragilità, perdita di forza, difficoltà nei movimenti, riduzione dell’autonomia o cadute. La necessità degli accertamenti viene stabilita sulla base delle caratteristiche della singola persona.

Sì. Gli studi mostrano che programmi di esercizio adeguati, in particolare quelli che prevedono un lavoro contro resistenza, possono migliorare forza e capacità fisiche anche nelle persone anziane con sarcopenia. L’attività deve però essere scelta e adattata alle condizioni cliniche e funzionali individuali.