Viaggi lunghi e gambe gonfie: quando non è solo stanchezza
Dopo alcune ore in automobile, in treno o in aereo può capitare di arrivare a destinazione con le caviglie gonfie e le gambe più pesanti del solito. Le scarpe sembrano stringere, i calzini lasciano il segno e si avverte il bisogno di camminare per ritrovare un po’ di leggerezza.
Nella maggior parte dei casi il fastidio è temporaneo e migliora muovendosi o riposando con le gambe sollevate. Non tutti i gonfiori, però, hanno la stessa origine: stare seduti a lungo, le temperature elevate, le varici e alcuni disturbi della circolazione possono contribuire alla comparsa del problema. Anche farmaci e condizioni che riguardano cuore, reni o fegato possono provocare gonfiore agli arti inferiori.
Perché il viaggio si fa sentire sulle gambe
Quando rimaniamo immobili per molte ore, i muscoli delle gambe lavorano meno e il sangue risale con maggiore difficoltà verso il cuore. Il problema non riguarda soltanto l’aereo: può presentarsi anche durante lunghi tragitti in auto, pullman o treno.
Il rischio di sviluppare una trombosi durante un viaggio resta basso per la maggior parte delle persone, ma aumenta in presenza di altri fattori, come precedenti episodi di trombosi, interventi recenti, terapie ormonali, gravidanza, età avanzata o mobilità ridotta. È quindi importante conoscere la propria situazione e non affidarsi a rimedi improvvisati.
Durante il tragitto bastano alcune semplici attenzioni: muovere spesso piedi e caviglie, cambiare posizione, alzarsi quando possibile e prevedere qualche pausa durante i viaggi in auto. Le calze compressive, invece, non vanno acquistate a caso: modello e grado di compressione dovrebbero essere scelti dopo aver chiesto consiglio a un professionista.
I segnali da non archiviare come semplice stanchezza
Un gonfiore leggero che interessa entrambe le caviglie e diminuisce camminando è diverso da un
disturbo che compare improvvisamente e riguarda soprattutto una gamba.
È opportuno chiedere una valutazione medica quando il gonfiore:
- interessa prevalentemente un solo arto;
- è accompagnato da dolore o sensibilità;
- compare insieme a calore o arrossamento della pelle;
- aumenta rapidamente o non migliora.
Difficoltà respiratoria improvvisa, dolore al petto, battito irregolare o sensazione di svenimento
richiedono invece assistenza medica immediata.
Prima capire la causa, poi scegliere il trattamento
Quando pesantezza e gonfiore si ripresentano, una visita specialistica permette di ricostruire la storia del disturbo, valutare la circolazione e stabilire se siano necessari esami vascolari, come l’EcoColorDoppler.
L’ambulatorio di Angiologia e chirurgia vascolare del Centro San Giovanni si occupa di insufficienza venosa, varici, patologie arteriose e altri problemi del sistema circolatorio, attraverso visite specialistiche ed esami diagnostici.
Solo dopo aver chiarito l’origine del gonfiore si può valutare il percorso più adatto. Quando è presente una componente linfatica, può essere indicato anche il linfodrenaggio manuale: non un semplice massaggio rilassante, ma una tecnica delicata e specifica che favorisce il movimento dei liquidi attraverso il sistema linfatico.
Nel trattamento del linfedema, il linfodrenaggio viene normalmente inserito in un percorso più ampio, insieme a movimento, cura della pelle ed eventuale compressione. Presso il Centro San Giovanni è disponibile il linfodrenaggio secondo il metodo Vodder, nell’ambito delle prestazioni di Fisiokinesiterapia e Fisioterapia.
Gambe e caviglie gonfie dopo un viaggio non devono creare allarmismo. Ma quando il disturbo persiste, si ripete spesso o presenta caratteristiche insolite, meglio non considerarlo soltanto una conseguenza del caldo o delle ore trascorse seduti.
